| Asset Publisher Centro Cardiologico Monzino, una task force contro il piede diabetico
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore: 27/07/2011 / 08.46:00
Il Centro Cardiologico Monzino ha creato una task force che riunisce tutte le competenze, le strategie terapeutiche e le tecnologie per prendere in carico nella loro totalità i pazienti colpiti da piede vascolare, e per dire no all'amputazione del piede, esito purtroppo molto comune della malattia. Il team del Monzino, guidato da Rita Spirito, responsabile dell’unità operativa di chirurgia vascolare, ha messo a punto un percorso diagnostico-terapeutico speciale per questa patologia, una sorta di "corsia preferenziale", riservata a questi malati. L'iter prevede la rivascolarizzazione chirurgica o interventistica del piede vascolare, seguita dal trattamento dell’ulcera con ultrasuoni e dall'applicazione di derma sintetico o trapianto di cute. Il piede vascolare è una malattia delle arterie periferiche causata da forme gravissime di arteriosclerosi e in prevalenza dal diabete. Uno degli effetti più comuni del diabete infatti è il restringimento delle arterie che, a causa del ridotto flusso di sangue negli arti inferiori, (soprattutto dal ginocchio al piede), provoca il deterioramento dei tessuti e, nelle fasi avanzate, la formazione di ulcere più o meno estese e profonde. L’infezione di un'ulcera aperta nel piede vascolare è la complicanza che comporta per i diabetici il maggior numero di ricoveri ospedalieri e anche il rischio di amputazione con perdita di tutto il piede. Più del 50% di tutte le amputazioni maggiori, sopra la caviglia, vengono infatti eseguite nei pazienti diabetici. E nell'84% dei casi l'amputazione viene effettuata proprio in conseguenza di un'ulcera del piede che non guarisce e si aggrava. La prevalenza di questa patologia è di 3,8% nella popolazione generale al di sopra dei 65 anni, mentre nei pazienti diabetici equivale al 25%. I malati colpiti da piede vascolare sono considerati malati "scomodi", ed hanno molta difficoltà a trovare un centro di riferimento che si occupi della loro malattia a 360 gradi. Per questo sono spesso costretti a dover peregrinare da una struttura all’altra. “Poiché sono affetti da una severa malattia aterosclerotica diffusa a tutti i vasi, i pazienti con piede vascolare sono da considerarsi potenziali coronaropatici”, spiega Rita Spirito: “ad esempio il paziente diabetico ha un rischio 4 volte maggiore di sviluppare eventi ischemici coronarici. Ecco perché al Monzino i nostri pazienti, nel loro percorso diagnostico terapeutico, vengono studiati anche dal punto di vista cardiaco”. Fonte: Ufficio stampa Centro Cardiologico Monzino 2011. La Redazione |